I consigli migliori? Quelli che viaggiano attraverso il passaparola. E se funziona per un buon ristorante, con i libri vale ancora di più! Grazie quindi a GustaModena, (il sito pensato per chi vuole consigliare un locale agli amici, raccontando la propria personale esperienza) per aver segnalato nella sezione dei libri, il romanzo Lo Starnuto. Per palati sopraffini :-)
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venerdì 24 febbraio 2012
domenica 1 gennaio 2012
A Radio 24 è andata così
I cinque minuti all'interno della puntata di Moebius del 24 dicembre 2011 (vigilia di Natale, si) durante i quali si è parlato de Lo Starnuto.
domenica 18 dicembre 2011
venerdì 9 dicembre 2011
Seguite il vortice di parole e di colori - La recensione del Mese Modena
Mi ha fatto davvero piacere vedere che il Mese Modena, il magazine culturale più diffuso in provincia, abbia recensito il romanzo nell'ultimo numero (che trovate cliccando qui) partendo dalla bellezza della copertina di Massimo Bonfatti: "Un vortice di parole e di colori". Continuo a pensare che il disegno di Massimo sia la miglior porta d'ingresso verso le parole del romanzo in cui io potessi sperare.
Massimo, oltre che un amico, è uno dei migliori illustratori italiani. Spero un giorno di poter avere la fortuna di invertire il meccanismo: fare la sceneggiatura per uno dei suoi strepitosi albi.
Massimo, oltre che un amico, è uno dei migliori illustratori italiani. Spero un giorno di poter avere la fortuna di invertire il meccanismo: fare la sceneggiatura per uno dei suoi strepitosi albi.
mercoledì 30 novembre 2011
martedì 29 novembre 2011
giovedì 27 ottobre 2011
Rasoiate e satira sociale: la recensione di Matteo Tomasina
Temevo che nel nome ci fosse il destino, invece no. Quando ho visto che sul blog "Il rasoio" era stata pubblicata una recensione del romanzo a firma di Matteo Tomasina, ho letto rapidamente per trovare subito la rasoiata, una bella stroncatura che tagliasse di netto le mie ambizioni di scribacchino. Invece è una recensione generosa. Non solo. A differenza di altre, mette in evidenza un elemento che sino ad ora pochi avevano rilevato, quello della satira sociale contenuta nelle 159 pagine del racconto. E a me questa cosa ha fatto davvero piacere :-)
Potete leggere la recensione cliccando qui.
Potete leggere la recensione cliccando qui.
sabato 17 settembre 2011
Starnuti serravallesi
L'Azione, settimanale della Diocesi di Vittorio Veneto, pubblica la notizia dell'uscita del mio romanzo, "Lo starnuto" (Kappa Vu edizioni). A me, che a Vittorio Veneto sono nato e cresciuto prima della discesa verso la pianura in quel di Modena, due cose fanno particolarmente piacere.
Il fatto, innanzitutto, che la notizia circoli anche tra gli amici dell'infanzia. Sembreranno pensieri da emigrante dei primi del '900, ma io sono così. La seconda, che davvero mi entusiasma, è che nell'articolo vengo citato come "serravallese". I due principali quartieri di Vittorio Veneto sono Serravalle - appunto - e Ceneda, uniti legalmente, ma separati da secoli di (innocua) rivalità in ogni campo: sportiva, scolastica, sociale, culturale. E io, naturalmente, sono di Serravalle, che è la parte più scoppiettante, vivace e gloriosa di Vittorio.
Cose strapaesane, insomma, che però a me mancano molto. Rivalità da cortile, che nelle grandi città non trovano spazio, perse tra i rumori del traffico sulle tangenziali e annichilite nelle omologazioni di ogni natura. Grazie ad Alessandro Toffoli, che ha scritto il pezzo. Lui è un amico d'infanzia e lì, in via Ferraris (a Serravalle), eravamo della stessa banda :-)
mercoledì 14 settembre 2011
La bellezza di tirare fuori dal cassetto i romanzi
Michela Zingone, che già nelle settimane scorse aveva inviato una bellissima foto del romanzo a pancia all'aria (il libro, non lei) sulla spiaggia, mi scrive quel che pensa dopo aver letto "Lo starnuto.
“Un romanzo quando è scritto con cura ed attenzione non ha bisogno di illustrazioni” afferma Massimo Bonfatti. Ed io sono pienamente d’accordo.
La freschezza e l’immediatezza del linguaggio, a tratti condito di similitudini inaspettate, curiose e mai banali (insomma di quelle che dici “caspita! a me non sarebbe mai venuta in mente!”), danno al lettore la libertà e la capacità di immaginarsi il piccolo Waller e di calarsi nella sua quotidianità…che in fondo, se ci pensiamo bene, comprende episodi e contesti che in un modo o nell’altro sono appartenuti anche ad ognuno di noi. Mi piace parlare di “parole che dipingono”.
Un bel esercizio narrativo dunque quello di Stefano, lodevole nella capacità di introdurre tra un capitolo e l’altro un’ironia mai invadente e sproporzionata… Tanto quanto basta per raccogliere alcuni spunti di riflessione che inevitabilmente ci riportano all’attualità. Vedi la sete di spettacolarizzazione delle televisioni accostata a quella immancabile dei vicini di casa…Per deformazione professionale mi viene in mente subito questo tema, ma di spunti ce ne sono anche altri..e forse è meglio li scopriate da soli. Mi viene da pensare che se le narici degli Italiani fossero “civilmente permalose” come quelle di Enrico Waller, l’Italia tremerebbe in continuazione... travolta da una valanga di starnuti.
Bel libro! Passate parola! E grazie a Stefano Aurighi “per averlo tirato fuori dal cassetto”.
“Un romanzo quando è scritto con cura ed attenzione non ha bisogno di illustrazioni” afferma Massimo Bonfatti. Ed io sono pienamente d’accordo.
La freschezza e l’immediatezza del linguaggio, a tratti condito di similitudini inaspettate, curiose e mai banali (insomma di quelle che dici “caspita! a me non sarebbe mai venuta in mente!”), danno al lettore la libertà e la capacità di immaginarsi il piccolo Waller e di calarsi nella sua quotidianità…che in fondo, se ci pensiamo bene, comprende episodi e contesti che in un modo o nell’altro sono appartenuti anche ad ognuno di noi. Mi piace parlare di “parole che dipingono”.
Un bel esercizio narrativo dunque quello di Stefano, lodevole nella capacità di introdurre tra un capitolo e l’altro un’ironia mai invadente e sproporzionata… Tanto quanto basta per raccogliere alcuni spunti di riflessione che inevitabilmente ci riportano all’attualità. Vedi la sete di spettacolarizzazione delle televisioni accostata a quella immancabile dei vicini di casa…Per deformazione professionale mi viene in mente subito questo tema, ma di spunti ce ne sono anche altri..e forse è meglio li scopriate da soli. Mi viene da pensare che se le narici degli Italiani fossero “civilmente permalose” come quelle di Enrico Waller, l’Italia tremerebbe in continuazione... travolta da una valanga di starnuti.
Bel libro! Passate parola! E grazie a Stefano Aurighi “per averlo tirato fuori dal cassetto”.
mercoledì 7 settembre 2011
La recensione del romanzo su Virgilio.it
Oggi su Virgilio c'è una bella recensione de "Lo starnuto".
Un passaggio, su tutti:
"Quando si parla di infanzia si pensa sempre ad un periodo spensierato, fatto di giochi e poco più. Con questa storia lo scrittore vuole dirci che mai come quando siamo bambini riusciamo a vedere la realtà delle cose, lasciando l’ipocrisia e la falsità al mondo dei grandi. Fa venire nostalgia di quel periodo in cui si crede di poter davvero cambiare il mondo, fa riflettere su come crescendo, nel passaggio fra l’infanzia e la maturità, si comprende che cambiare le cose è difficile, ma prendendo consapevolezza delle proprie potenzialità, cambiare le cose diventa possibile. Quello che ad una lettura superficiale può sembrare solo un libro di narrativa per bambini, lascia invece riflettere un po’ sul nostro mondo e fa venire voglia di combattere per qualche ideale".
Vi segnalo poi una cosa curiosa: anche su Virgilio, com'era già accaduto su altri giornali e siti web, il nome del protagonista (Enrico Waller) viene inesorabilmente storpiato dai correttori automatici, che (nonostante i giornalisti lo scrivano correttamente) impongono alternative piuttosto creative. In questo caso è diventato Wallace, ma in altre occasioni era diventato Weller, Woller e anche Wainer. A me, questa cosa, diverte molto :-))
Un passaggio, su tutti:
"Quando si parla di infanzia si pensa sempre ad un periodo spensierato, fatto di giochi e poco più. Con questa storia lo scrittore vuole dirci che mai come quando siamo bambini riusciamo a vedere la realtà delle cose, lasciando l’ipocrisia e la falsità al mondo dei grandi. Fa venire nostalgia di quel periodo in cui si crede di poter davvero cambiare il mondo, fa riflettere su come crescendo, nel passaggio fra l’infanzia e la maturità, si comprende che cambiare le cose è difficile, ma prendendo consapevolezza delle proprie potenzialità, cambiare le cose diventa possibile. Quello che ad una lettura superficiale può sembrare solo un libro di narrativa per bambini, lascia invece riflettere un po’ sul nostro mondo e fa venire voglia di combattere per qualche ideale".
Vi segnalo poi una cosa curiosa: anche su Virgilio, com'era già accaduto su altri giornali e siti web, il nome del protagonista (Enrico Waller) viene inesorabilmente storpiato dai correttori automatici, che (nonostante i giornalisti lo scrivano correttamente) impongono alternative piuttosto creative. In questo caso è diventato Wallace, ma in altre occasioni era diventato Weller, Woller e anche Wainer. A me, questa cosa, diverte molto :-))
mercoledì 3 agosto 2011
sabato 30 luglio 2011
mercoledì 27 luglio 2011
Uno starnuto spazzerà via il male - La recensione del romanzo sulla Gazzetta di Modena
Carlo Gregori oggi sul suo blog "Da ieri a domani" sulla Gazzetta di Modena recensisce "Lo starnuto" (Edizioni Kappa Vu. Udine).
"Non vi racconto la trama di questo bel libro, leggero e divertente, ma che pure fa riflettere sul nostro mondo. Se devo fare qualche paragone letterario - scrive Gregori - potrei ricordarvi il tenero “Marcovaldo” di Italo Calvino più che i meravigliosi racconti grotteschi di Gogol. Il romanzo di Aurighi ha quella leggerezza che hanno le opere prime che corrono incontro al lettore desiderose di mostrargli un ambiente, un personaggio".
A questo indirizzo la recensione completa.
"Non vi racconto la trama di questo bel libro, leggero e divertente, ma che pure fa riflettere sul nostro mondo. Se devo fare qualche paragone letterario - scrive Gregori - potrei ricordarvi il tenero “Marcovaldo” di Italo Calvino più che i meravigliosi racconti grotteschi di Gogol. Il romanzo di Aurighi ha quella leggerezza che hanno le opere prime che corrono incontro al lettore desiderose di mostrargli un ambiente, un personaggio".
A questo indirizzo la recensione completa.
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